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Una stazione di passaggio di una strada secondaria: una via italiana a Beethoven.

La Sonata in fa maggiore op.24 “la Primavera”

 
C’è una via italiana a Beethoven, un modo di sentire la sua musica che in qualche modo discenda da una cultura nazionale, da un comune modo di sentire? È l’interrogativo della seconda conferenza del ciclo “Beethoven, l’invenzione della musica”, cui Fulvio Luciani e Massimiliano Motterle cercheranno di dare una risposta leggendo, strumenti e alla mano, la Sonata op.24 detta “la Primavera” e ripercorrendo, con l’ausilio di rari filmati storici e documenti audio, la lezione di alcuni grandi interpreti beethoveniani italiani.
 
Le Sonate sono un viottolo parallelo un po’ discosto dalla strada maestra dell’opera beethoveniana, quella dei Quartetti, delle Sinfonie e delle Sonate per pianoforte. È un’occasione: un viottolo lo si può percorrere così come viene e con meno senso del dovere, a cogliere particolari che hanno una felicità spontanea non meno autentica di ciò che troviamo nelle opere più consapevoli, e forse altrettanto significato.